Presentazione

Il territorio

La storia e la mitologia offrono numerosi esempi di quanto fosse conosciuta ed apprezzata sin dall'antichità la qualità dei prodotti agricoli dell'Etna. Le ragioni di tali apprezzamenti risiedono nel complesso equilibrio tra fattori climatici, geologici, morfologici e culturali del grande apparato vulcanico dell'Etna. L'omogeneità dell'ambiente etneo è solo un'apparenza che nasconde innumerevoli variabili. La posizione geografica del vulcano consente di godere di fresche temperature pur essendo al meridione d'Italia grazie alle quote altitudinali raggiunte dal vulcano. La rapida variazione di quota determina rapide variazioni di temperature e la rapida variazione di esposizione lungo i 360° determina una forte variabilità di umidità, temperature, e conseguentemente di evoluzione dei suoli. Naturalmente i suoli vulcanici caratterizzano indissolubilmente le colture prodotte, arricchendole di quel sapore sapido ed energico che le rende riconoscibili. L'influenza del vicino mare Ionio è all'origine di abbondanti piogge soprattutto sul versante orientale che rendono floride le colture frutticole. La continua attività vulcanica, con nuove colate laviche e frequenti accumuli di ceneri, fa si che i suoli siano soggetti a continue evoluzioni. Questi hanno caratteristiche profondamente diverse nei diversi versanti, tanto da rendere una zona più vocata ad una coltura piuttosto che ad un'altra. Questo il motivo per cui sull'Etna alcune colture sono estremamente localizzate come ad esempio i limoni lungo la riviera ionica, le nespole e le ciliegie sul versante est a quote basse, le mele sul vestante est a quote alte, la vite sulla fascia nord-orientale di media altezza, l'olivo sul versante nord-occidentale, la fragola a Maletto, il pistacchio a Bronte. Determinate colture possono essere coltivate in una data area e solo lì. Un'isola nell'isola quindi, in cui "la terra cambia da palmo a palmo" come egregiamente riassumono le genti dell'etna nel loro territorio.
La pistacchicoltura etnea è la prova della capacità di questa specie di colonizzare le "sciare" che altrimenti sarebbero state abbandonate. La specie dunque fornisce un contributo sociale ed ambientale nel frenare l'abbandono delle terre. Nelle sciare del territorio di Bronte si realizzò uno straordinario connubio tra la pianta ed il terreno lavico che, concimato continuamente dalle ceneri vulcaniche, favorì la produzione di un frutto che dal punto di vista del gusto e dell'aroma, supera come qualità la restante produzione mondiale. Qui, in un terreno sciaroso e impervio (i "lochi", così sono chiamati ancora i pistacchieti), il contadino brontese ha bonificato e trasformato le colate laviche dell'Etna in un insolito Eden, realizzando il prodigio di una pianta che nata dalla roccia produce piccoli e saporiti frutti della più pregiata qualità, di un bel colore verde smeraldo, ricercati ed usati in pasticceria e gastronomia per le loro elevate proprietà organolettiche. Oggi, del vasto territorio brontese (25.000 ettari), sono coltivati a pistacchieti quasi 4.000 ettari di terreno lavico, con limitatissimo strato arabile e con pendenze scoscese ed accidentate, non facilmente accessibili, poco sfruttabile per altre colture specializzate. Su tale tipo di terreno cresce spontanea e riesce ad adattarsi una specie arborea, il terebinto ("pistacia terebinthus"), pianta dalla grande rusticità e resistenza alla siccità.
A Bronte ed in genere nella Sicilia, è conosciuto anche col nome volgare di "Spaccasassi", per il suo apparato radicale sviluppato e profondo che ben si adatta a terreni rocciosi, o di "Scornabeccu", per le galle, a forma di corna di capra, che si sviluppano sulle sue foglie, e vale la pena ricordare che deriva dallo spagnolo cornicabra, corno di capra, con lo stesso significato, od anche col nome di "Cornucopia", per la durezza del suo legno superiore al corno del becco. Questa specie arborea è stata la fortuna di Bronte: senza di esso il pistacchio non crescerebbe sulla sciara. Con un apparato radicale molto profondo è, infatti, capace di farsi strada fra le fessure della roccia lavica, crescendo agevolmente su terreni sciarosi e difficilmente coltivabili ed anche sulle fessure della roccia dove si fa largo fino a spaccarla. Viene utilizzata dagli agricoltori brontesi fin dall'antichità come portainnesto della pianta di pistacchio, "pistacia vera". Il pistacchio si propaga innestando a gemma vegetante nel mese di giugno semenzali di P. terebinthus, in vivaio, in vaso o a dimora, con gemme prelevate da rami di due-tre anni di età. Il terebinto a buon ragione è ritenuto quello che fornisce le migliori produzioni, resistente alla siccità e con la quale si ottengono piante che producono un minor numero di frutti vuoti. Una trasformazione arborea che deve considerarsi frutto del lavoro di generazioni di brontesi, attuata con pazienza e con tecniche tramandate da padre in figlio, costretti a coltivare autentiche pietraie di lava per sopravvivere. Privo di terre fertili, la maggior parte delle quali erano di proprietà della Ducea e di pochi altri, il contadino brontese in quasi due secoli di laboriosa opera, riuscì con questa tecnica a trasformare molte colate laviche in aree coltivate a pistacchio, producendo frutti di alta qualità, immediatamente apprezzati nei mercati europei.
L'albero del pistacchio e' nato per resistere, è la sua forma a dirlo, un groviglio di rami contorti e nodosi capaci di aggrapparsi ai versanti più scoscesi e crescere in terreni rocciosi e assetati. Ha radici profonde e non supera i sei metri di altezza. Il pistacchio fiorisce in aprile, ed e' pronto per la raccolta tra settembre e ottobre. Le piante vanno in produzione ogni due anni e per questo motivo le piantagioni vengono fatte in tempi e luoghi differenti, in modo da poter avere un raccolto costante ogni anno. Per la sua coltivazione due sono le regole importanti: su otto piante femmine e' necessario piantare un maschio, e non solo, deve anche essere piantato in sopra vento, in modo che il vento possa trasportare il polline dei fiori dai maschi fino al pistillo delle femmine.